mercoledì 6 febbraio 2008

Avendo avuto l'occasione di sfogliare un testo riguardante lo "YAD VASHEM" cioè il museo della memoria dell'Olocausto che si trova a Gerusalemme, è stato per me spontaneo chiedermi

MEMORIA di che ?

MEMORIA di chi ?

MEMORIA perché ?

Memoria dell'olocausto , del massacro cioè compiuto dal più crudele degli animali ,cioè l'uomo, a scapito di altri suoi simili in quel momento storico in qui dominava la follia nazista e razzista di Hitler.

Memoria dello sterminio degli ebrei nei campi di concentramento

Memoria perché ? Perché ricordare ?
Perché se è vero che la storia è maestra di vita ,se è vero che l'uomo è l'unico essere che memorizza non solo individualmente ma anche collettivamente , ricordare vuol dire trasmettere ai posteri ciò che è stato
affinché non si ripetano tali massacri .

Fare memoria non serve solo per guardare indietro ma anche porre attenzione a ciò che oggi accade intorno a noi per vedere i focolai di ingiustizia e miseria che sono presenti in particolare nelle aree più povere del mondo.
Non possiamo continuare a pensare che la miseria e la povertà di alcune zone del mondo non ci riguardano o peggio sono inevitabili perché anche la morte e la sofferenza di milioni di bambini per fame e per malattie che potrebbero essere curate con piccoli sacrifici dei paesi più ricchi, sono una forma di olocausto forse meno evidente, ma non meno crudele e ingiusta.

Fare memoria è necessario perché ancora oggi sentiamo parlare di pulizia etnica, quella stessa che Hitler attuò ai danni degli ebrei,degli zingari e di altre categorie umane per affermare la supremazia della razza ariana con caratteristiche somatiche ben precise: occhi azzurri, pelle chiara, capelli biondi e soprattutto capacità fisiche ed intellettive tali da giustificare privilegi e sopraffazioni su tutti gli altri.

La storia ci racconta le conseguenze di questa mentalità e i suoi deleteri effetti perciò ricordarli, sottolinearli, parlarne significa leggere quei pericolosi segnali attuali di situazioni di ingiustizia, di sopraffazione e sfruttamento dei deboli e degli ultimi del mondo da parte di potenti, che potrebbero far ricadere negli stessi errori di ieri.

Se è vero che "esperienza" è il nome che gli uomini danno ai propri errori è chiaro che fare memoria di questa esperienza storica dovrebbe servire a evitate il ripetersi degli errori tanto nel presente quanto nel futuro . Sono sotto gli occhi di tutti focolai sparsi nel mondo pronti a divampare in genocidi e stragi o che già sono divampati senza troppi onori di cronaca(per esempio ex Iugoslavia, armeni, etnie africane ecc...) e senza presa di coscienza che non sia solo l'attenzione legata ad una superficiale e veloce comunicazione.

Tutte queste considerazioni ci riportano al grande significato della memoria storica dell'Olocausto senza la quale il mondo non ha futuro degno di essere vissuto, perché è nel ricordo degli errori che l'uomo può evitare di commetterne ancora anche se le situazioni ad un esame superficiale possono apparire diverse .

Ricordare serve e servirà sempre per leggere i segni dei tempi, per scoprire dove si annida la barbarie feroce che si chiama razzismo rivestita di teorie economiche, politiche, sociali e religiose.



Matteo Gambini - IV- A
Istituto Professionale per Agricoltura e l'Ambiente


Marsala li 08 01 2008

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